Zaccheroni

Allenatore e atleta...feedback estrinseco efficace.

Prima di tutto occorre dare una definizione di feedback ossia l’insieme delle informazioni che l’atleta mentre esegue il movimento ha la possibilità di ricevere e in modo tale da eseguirlo con maggiore efficacia e controllo.

Si possono distinguere due tipologie di feedback:
  • Intrinseco: riferito alle informazioni derivanti dal sistema sensoriale di chi esegue il movimento. L’atleta grazie ai propri analizzatori (visivi, tattili, acustico, vestibolare) è in grado di ricevere ed elaborare le informazioni conseguenti al movimento.
  • Estrinseco: riferito alle informazioni che provengono da fonti esterne (allenatore) a chi esegue il movimento.


I feedback estrinseci vengono a loro volta suddivisi in base al tipo di conoscenza che veicolano:
  • Conoscenza dei risultati: consistono in informazioni inerenti il risultato di un’azione rispetto all’obiettivo prefissato ("il tiro era troppo a sinistra", "il passaggio era troppo forte").
  • Conoscenza di prestazioni: si riferiscono alla qualità, modalità dell’esecuzione del gesto ("hai posizionato bene il piede", "hai portato il corpo troppo indietro quando hai calciato la palla").


L’allenatore attraverso una comunicazione efficace dovrebbe facilitare l’atleta a collegare i feedback intrinseci con i feedback estrinseci permettendo a quest’ultimo di controllare meglio i propri movimenti e raggiungere livelli di efficacia del gesto sempre maggiori. Inoltre, i feedback efficaci permettono all’atleta di mantenere un elevato livello di concentrazione sul compito di apprendimento e contribuiscono a sostenere la motivazione e l’impegno.

Feedback efficaci:
  • I messaggi verbali e non verbali devono essere tra loro congruenti.
  • I messaggi devono essere appropriati al livello di conoscenza e di esperienza di chi li riceve.
  • Il contenuto verbale dovrebbe essere stringato,essenziale, congruo, specifico e dovrebbe riguardare quello che deve essere fatto e come deve essere fatto dall’allievo.
  • È utile al fine di rendere le istruzioni tecniche immediatamente comprensibili utilizzare delle metafore perché evocano immagini chiare e coinvolgenti (ad esempio per rendere l’idea della forza da imprimere in un tiro si può utilizzare il termine "sparare").
  • Utilizzare anche messaggi non verbali ad esempio l’allenatore può offrire un esempio visivo del modo di eseguire correttamente il movimento.
  • Nelle prime fasi del processo di apprendimento di un esercizio risulta utile per l’allievo ricevere feedback frequenti, mentre successivamente l’allenatore dovrebbe limitare gli interventi al fine di sollecitare l’autonomia di rilevamento, di analisi e di risoluzione dell’errore.
  • È opportuno rinforzare positivamente la prestazione piuttosto che il risultato soprattutto con i giovani atleti.
  • I feedback dovrebbero essere descrittivi ossia espressioni di giudizio o descrizioni della performance ("Monica, sei uscita troppo tardi!!") e prescrittivi ossia indicano cosa fare e in che modo ("Monica, devi anticipare i tuoi avversari!!"). L’utilizzo esclusivo di feedback descrittivi risulta poco utile poiché non contengono informazioni necessarie all’atleta al fine di modificare il proprio comportamento.
  • I feedback predittivi dovrebbero essere espressi in forma positiva quindi evitando di spiegare all’allievo cosa non deve fare. Focalizzare l’attenzione su ciò che non dovrebbe essere fatto induce l’atleta a mettere in atto con maggiore probabilità i movimenti da evitare.
  • Coinvolgere il soggetto con domande volte ad analizzare la prestazione di un compagno.
  • Coinvolgere il soggetto con domande volte ad analizzare e discutere la prestazione personale.
  • Utilizzare incoraggiamenti ("bravo", "continua così" ecc.) per incrementare la motivazione e l’interesse.

In ultimo, occorre ricordare che ogni feedback, come tutti i processi comunicativi, produce effetti sul piano relazionale, cioè influenzano il rapporto tra l’allenatore e l’allievo. Ogni feedback, infatti, ha sempre una duplice funzione: informativa e di rinforzo. Quest’ultima funzione riguarda l’effetto che il feedback dell’allenatore produce nella sfera emotiva dell’allievo che si ripercuote sulla sua motivazione, sul suo interesse e sulla sua autostima.